La trama del racconto, uno dei primi lavori della maturità letteraria di Beckett, si snoda attraverso una serie di sordide amarezze: alla morte del padre, un giovanotto inconcludente viene cacciato di casa. Vagabondando per la città passa diverse notti sdraiato su una panchina dove conosce la prostituta Lulu. Dapprima attratto, poi seccato dalla donna, il protagonista decide di ritirarsi a vivere in una stalla abbandonata. Nel corso di questo esilio scopre però di essere innamorato di lei. Torna così alla panchina dove era avvenuto il primo incontro riesce a incontrarla di nuovo la donna che, alla fine, lo invita a vivere da lei. La sera stessa fanno l’amore (per lui probabilmente si tratta della prima volta). Ma è solo a questo punto che il giovane si rende conto che Lulu è una prostituta. La cosa non lo turba più di tanto e anzi lo considera un mezzo come un altro per sopravvivere. Quando però Lulu rimane incinta il protagonista decide di abbandonare lei, il bambino e la casa. Schifo, cinismo, umorismo tetro. Beckett non si risparmia in questa grottesca storia d’amore.